manifestazioni | festa del fagiolo | pubblicazioni | link | bacheca | alloggi | foto
associazioni | consiglio | statuto


PAGINA RELATIVA ALL'EDIZIONE 2009
Eventi -mostre,spettacoli e convegni-

mostre » spettacoli » convegni »



« LE MOSTRE

« Lamon incontra l'arte del bonsai
a cura Bonsai club Feltre

chiesa di San Daniele

Il Club nasce nell’autunno del 1989 dall’unione di una decina di persone accumulate dallo stesso interesse di scambio di idee ed esperienze per crescere nella conoscenza dell’arte bonsai. Altri appassionati si sono poi aggregati, tanto che il club ha raggiunto il numero massimo di 40 soci. Attualmente conta circa 30 iscritti.
Obiettivo del Club è la diffusione dell’arte bonsai, arte dalle antiche radici che trae origine dalla meditazione zen dei monaci cinesi e che ha quale principio la conoscenza ed il rispetto della natura. Il Bonsai Club Feltre ha anche l’onore di essere uno dei Club fondatori dell’associazione “Gruppo Bonsai Club del Triveneto”. Innumerevoli sono le iniziative proposte. Corsi per principianti all’introduzione del mondo bonsai. Incontri didattici con i maestri di dichiarata fama nazionale ed internazionale. Mostre a livello nazionale, regionale e locale. Club aderente all’UBI (unione bonsaisti italiani). Durante la mostra sarà possibile ammirare alcune tra le più prestigiose piante del Club, assistere alla lavorazione delle piante da parte del Club Feltre e del maestro giapponese Shozo Tanaka, seguire l’illustrazione delle piante esposte, lezioni di tecnica bonsai e sarà inoltre allestito un punto d’incontro con i visitatori che vorranno portare le proprie piante per consigli e assistenza. Shozo Tanaka nasce ad Hiroshima in Giappone nel 1936 ma lascia il Giappone all’età di 25 anni incuriosito dalla cultura occidentale. Trascorre alcuni anni visitando buon parte dell’Europa, Svezia, Francia, Svizzera e Lussemburgo, finché non si stabilisce definitivamente in Italia nel 1967. Intorno al 1970 nasce in lui la passione per i bonsai, ma dopo alcuni tentativi con piante da vivaio, decide di dedicarsi soprattutto alla coltivazione di bonsai partendo da seme e da talea. Determinante è stato nel 1985 l’incontro con il maestro giapponese Yoshida Shugi con il quale perfezione la sua preparazione tecnica. Dopo aver praticato per trent’anni la professione di avicoltore, da numerosi anni si dedica a tempo pieno all’attività che tanto lo appassiona coltivando e creando i suoi bonsai a Padenghe, sul lago di Garda, coadiuvato dalla sua splendida famiglia. Parlando con lui è evidente quanto ritenga importante aver avuto la possibilità di conoscere tante persone tramite il bonsai, e questo è sicuramente un aspetto molto interessante di questo hobby. “Sicuramente per fare un buon bonsai ci vuole molto tempo e grande spirito do osservazione, perché solo osservando possiamo cogliere tutti gli aspetti, positivi e negativi, delle nostre piante migliorandole sempre di più.”
PROGRAMMA DELLA MOSTRA
Venerdì 18 settembre - Ore 19:00 apertura mostra
Sabato 19 settembre - Ore 9:00 apertura della mostra
Dalle ore 10:00 alle ore 12:30 prima parte workshop con Shozo Tanaka (lavorazione piante con i soci bonsai Club Feltre)
Dalle ore 15:00 alle ore 16:00 illustrazione delle piante in mostra
Dalle ore 16:15 alle ore 17:30 lezione di bonsai del Sig. Tanaka
Domenica 20 settembre - Ore 9:00 apertura mostra.
Dalle ore 10:00 alle ore 12:30 seconda parte del workshop con Shozo Tanaka (lavorazione piante con i soci bonsai Club Feltre)
Dalle ore 15:00 alle ore 16:00 illustrazione delle piante in mostra
Dalle ore 16:15 alle ore 17:30 lezione di bonsai del Sig. Tanaka

   

« Di legno e di colore

sala consiliare municipio


Mostra che raccoglie sculture e dipinti degli allievi dei corsi organizzati dall’Associazione “Pietro Marchioretto” e tenuti dal Maestro Antonio Bottegal. L’Associazione Pietro Marchioretto, nata nel 2000 è composta da persone che, nei ritagli di tempo, si dedicano con passione a diverse attività creative. Lo spirito che caratterizza l’associazione è improntato alla reciproca solidarietà, alla condivisione
e allo scambio di idee, consigli e critiche. Nota costante è il grande entusiasmo che anima tutti i corsisti. Particolare attenzione viene riservata alla valorizzazione, conservazione e recupero della cultura locale

   

« Ritratti lamonesi

di Susanna Brocchetto

via Roma 15



Anche quest’anno Susanna Brocchetto presenta una mostra sui ritratti. Si tratta sempre di abitanti di Lamon e frazioni ma questa volta l’attenzione dell’artista si concentra sulla psicologia del personaggio cogliendolo in pose e situazioni che ancor più lo caratterizzano. I ritratti si arricchiscono di nuovi significati legati al personaggio rappresentato, anche il formato delle tele e la tecnica varia volta per volta con l’intento di dare maggior risalto alla vita e al carattere degli stessi. Ne nasce una visione più approfondita e introspettiva dei modelli, dove anche lo sfondo si arricchisce di elementi e particolari significativi per una buona visione d’insieme. I colori sono sempre accesi e vivaci, non è di sicuro una pittura alienata e tenebrosa ma solare e positiva, dove i piccoli e grandi drammi della vita quotidiana si attenuano e leniscono sotto una nuova luce. La collaborazione degli abitanti del posto ha permesso all’artista di lavorare con serenità e costanza, spesso alcuni soggetti sono stati ritratti più volte per rendere ancor più vera la forma della loro complessa personalità. Si tratta comunque pur sempre, di immagini colte in poco più di un’ora di lavoro, la ricerca comprende però colloqui, documentazioni e attente analisi dei protagonisti. Nell’ora di posa questa ricerca continua e il personaggio che racconta di sé e della sua vita, che si muove e parla di fronte all’occhio indagatore dell’artista, proietta al mondo esterno e sulla tela qualcosa di sé che sarà recepito e trascritto dal pittore. Ecco allora che nascono le prime immagini, questa gente con la sua storia, tutti così unici e veri e pienamente degni di essere eternati in una tela.

   
« Mostra archeologica "la necropoli romana di san Donato"

Via Resenterra
Un'indagine archeologica sistematica, iniziata nel 2000 e condotta negli anni 2001 , 2003 e 2005 a S.Donato di Lamon, in località Piasentot, ha confermato l'esistenza in questo sito di una necropoli romana di grandissimo interesse.
La zona, nel contesto storico dell'epoca a cui apparteneva la necropoli, rientrava nell'ambito del municipium di Feltria, la cui giurisdizione amministrativa si estendeva fino a comprendere quasi tutta la Valsugana. Un percorso stradale - attestato dall''Itinerarium Antonini del III secolo d.C, - collegava l'antica Feltria con l'alta Valsugana e quindi con Tridentum: vi sono buoni motivi per ritenere che tale percorso (tralasciando il problema dell'eventuale identificazione dello stesso con il problematico tracciato della via Claudia Augusta) attraversasse questo territorio per raggiungere Ausugum (Borgo Valsugana), e che quindi l'abitato romano che doveva sorgere a S.Donato (al quale apparteneva la necropoli in questione) fosse un piccolo centro lungo tale via. .
Lo scavo finora condotto - con finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona, della Regione del Veneto e del Comune di Lamon - ha complessivamente messo in luce quasi una settantina di sepolture di individui maschili e femminili, adulti e di età giovanile e infantile. Del tutto eccezionale è stato inoltre il rinvenimento nel 2001 della sepoltura rituale di un animale, un bue di circa due anni di età, collocato nell'ambito della necropoli nel pieno rispetto delle tombe circostanti.
Le sepolture sono tutte a inumazione, in piena terra, orientate ovest-est e provviste di corredo. costituito da oggetti di abbigliamento, di ornamento e d'uso, e quasi sempre anche da una o più monete. Di grande interesse sono sia le modalità di sepoltura, in piccole fosse delle dimensioni di poco superiori al metro, sia le caratteristiche dei manufatti di corredo (fra i quali, con una sola eccezione, mancano elementi di ceramica-, mentre soprattutto nelle tombe femminili gli oggetti di ornamento in bronzo, argento e vetro sono numerosi e indiziali di una certa agiatezza nello status medio della popolazione), sia infine i caratteri antropologici, che rivelano la presenza di individui di notevole robustezza,
I materiali di corredo delle sepolture messe in luce nel corso delle indagini condotte negli anni 2000 , 2001 e 2003 sono stati completamente restaurati nel Laboratorio di restauro della Soprintendenza per i Beni Archeologici. Inoltre con un finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali si è proceduto alla schedatura scientifica dei singoli oggetti. La Soprintendenza ha inoltre fatto inserire l'analisi degli elementi di collana in vetro e foglia d'oro, rinvenuti in alcune sepolture femminili della necropoli, nell'ambito di un Progetto Finalizzato Beni Culturali (Oreficerie antiche - Tecniche di lavorazione e provenienza dei metalli e pietre preziose), condotto dal Centro di Studio per la Termodinamica Chimica alle Alte Temperature del CNR in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Roma,, Lo studio dei reperti numismatici è stato affidato al dott. Bruno Callegher, conservatore del Museo Bottacin di Padova. La schedatura antropologica è già stata realizzata a cura del prof. Andrea Drusini e del dott. Nicola Carrara dell'Università di Padova e del dott, Alessandro Canci dell'Università di Pisa. Da parte sua il Comune di Lamon ha affidato al paleontologo dott. Paolo Reggiani l'incarico per lo studio e il restauro dei resti osteologici del bue rinvenuto nel 2001. Sempre per incarico del Comune un laboratorio specializzato ha effettuato le analisi delle tracce di materiali organici residui''(resti di legno, di cuoio, forse di tessuti e di semi) individuate nel corso del restauro su alcuni dei manufatti dei corredi e nei campioni di terreno raccolti dal contesto delle sepolture.
La finalità scientifica di tutti questi lavori è quella di contestualizzare per quanto possibile la necropoli, recuperando tutte le informazioni utili alla ricostruzione delle modalità di vita, della tipologia delle risorse, delle relazioni economiche e dell'ambiente in cui, grosso modo tra il I e la fine del III-inizi del IV secolo d.C-, il piccolo nucleo sociale di S.Donato visse la sua storia.
La mostra è situata in locali di proprietà del Comune in via Resenterra, sopra la sede della Pro Loco. . Vi trovano collocazione gli oggetti dei corredi più significativi, o comunque maggiormente esemplificativi.( 150 pezzi ).
In un locale a sé stante è stata collocata la sepoltura del bue, in una ricostruzione che ha realizzato il riassemblaggio in connessione anatomica, come nella situazione di rinvenimento, dei singoli reperti osteologici restaurati.
All'interno della mostra si può ammirare il calco di una sepoltura,realizzata dal dott. Paolo Reggiani, a dimostrazione della particolare modalità di inumazione in uso nella necropoli.
   
« L'amour a Lamon
di Mattia Trootta
Via Roma 15
Mattia Trotta, nato a Savona il 24 gennaio 1980, artista scultore. La ricerca dell’essenzialità, immagini dell’anima catturate attraverso un’ opera figurativa, che pone le proprie radici nell’onirico e nel subconscio, dimensioni necessarie affinché interlocutore possa usufruirne. La ricerca come nel classico della perfezione anatomica, sposa l’espressionismo che coniuga la poesia delle forme con la tensione emotiva delle superfici. Un opera moderna che lunge dall’essere prodotto seriale come spesso richiesto dal mercato, ma esige lunghi periodi di realizzazione, ed una profonda e reale intimità con i temi affrontati. Il gesto dell’artista impresso nel materiale scandisce la frequenza di vibrazioni risonanti con l’anima.
“nel filo di ferro vedo il perfetto conduttore della mia creatività atta a soddisfare esigenze comunicative, provocare emozioni dirette e proclamare tra le righe il pensiero. L’occhio è rapito dal tratto, che raramente è presente in scultura, segno palpabile, nervoso e convulso che da ritmo e velocità ai volumi in cui è racchiuso. È il caos domato, la frenesia della società moderna, il brusio di fondo
della vita interiore, la continua lotta tra il bene e il male, luci ed ombre imbrigliate e convertite in opere che evocano lo stato dell’essere, alle volte creando archetipi a cui far riferimento per riemergere dagli abissi della condizione umana. Ad ogni linea viene data ragion d’esistere, l’opera è solida ma il vento le passa attraverso e l’aria entra a far parte del volume legandola all’ambiente.
   
« Telai di un tempo

Piazza Pesa
La passione per le cose di un tempo fatte a mano usando telai manuali e l’insegnamento delle monache del Monastero di Vallechiara, nel Lazio, a portato la nostra famiglia a misurarsi nella tessitura artigianale. Gli strumenti utilizzati sono stati acquistati in Finlandia e in Nuova Zelanda mentre i filati impiegati sono tutti di origine naturale e vengono mischiati in modo da ottenere
effetti e colori che rendano il lavoro armonioso. Produciamo soprattutto sciarpe e scialli, poiché la tessitura manuale ben si presta a dare morbidezza , colore ed avvolgenza a questi accessori, ora molto di moda. Ma dal telaio, in realtà, possono nascere anche molti altri tipi di tessuto, da utilizzare in casa o per l’abbigliamento. Poiché riteniamo che la ripresa delle arti manuali sia di fondamentale importanza per non disperdere la nostra cultura, proponiamo anche corsi per privati nella scuole, con l’obiettivo di diffondere questa attività artigianale, che tanto si avvicina
all’arte.
   
« Solo un pezzo di carta
a cura Legatoria Archea

Piazza Pesa


Legatoria Archea realizza oggetti di legatoria e cartotecnica utilizzando la carta riciclata o fatta a mano di produzione propria. I quaderni, i biglietti e tutti gli altri oggetti sono colorati e decorati con nastri, fili, spago, fiori e curati nei minimi particolari. Ogni oggetto è un pezzo unico. Durante la manifestazione verranno eseguite dimostrazioni di come un pezzo di carta usato può essere
riciclato e trasformato in un foglio prezioso.

   
« Di pietra e di legno
di Bee William

via Resenterra 40
Bee William, in atre Gu, nasce a Lamon nel 1975 dove tutt’oggi vive e lavora. Pittore e scultore, coltiva la sua passione fin da ragazzo, cominciando come autodidatta a scolpire i ceppi tra i boschi. Trova però presto la sua massima espressione tra le pietre della Val Cismon, con le quali inizia a realizzare opere di grande valore espressivo ed affettivo. Più che la pittura, William predilige la
scultura, sperimentando un po’ tutti i materiali, legno, marmo ma soprattutto pietra. Viene notato dal critico Andrea Dipréche , nel quale suscita interesse ed
emozioni. Questi decide di pubblicare l’artista su riviste come “Arte Mondadori” e di trasmettere dei servizi televisivi su alcuni canali Sky.
   
« Ceramiche Raku e no solo....
di Mirco Mioranza

Via Roma 70
Nato a Gais (Svizzera) il 17/2/1962. Inizia a dipingere nel 1976 a 14 anni eseguendo, per diverso tempo, dipinti “naifs” ad olio e acrilico prevalentemente
su tela. Successivamente, dopo un periodo di sperimentazione, nel 1988 realizza una serie di collage e acrilici su carta, caratterizzati da una colorazione sostanzialmente monocroma (bianco, nero, grigi-azzurri) e da un procedere creativo “magico- rituale”. Nel 1989 esegue varie “sculture-installazioni a
parete” utilizzando i più svariati materiali, spesso trovati casualmente e istintivamente assemblati al fine di dar voce al proprio inconscio più profondo. Tra i materiali impiegati troviamo legno, ferro, cartone, stoffa, poliuretano espanso, corda, gomma, colla, resina, catrame, colore acrilico e vari oggetti d’uso comune.Dal 1990 al 1993 realizza una serie di pannelli intitolata “Antigravitazionale”. Su svariati supporti lignei emergono volumi realizzati principalmente con schiuma poliuretanica scolpita e ricoperta con gesso, vetroresina, collanti, catrame, ecc. Sono elementi sospesi tra astrazione e
simbolismo, “insoluti”, tesi principalmente a rappresentare l’anima nonché le più diverse emozioni. Un sottile segno bianco delimita forme e spazi interamente neri, con la sola alternanza tra superfici lucide ed opache. Nel 1996 s’avvicina alla ceramica approfondendo in particolare la tecnica raku, con la quale realizza piastre e pannelli a testimonianza d’antichi codici e mappe cosmiche universali.
Dal 2000 prende corpo un percorso che lo porta progressivamente ad utilizzare vari materiali in abbinamento alla ceramica; sempre più legno, ma anche ferro e poi intonaco, fino ad arrivare nel 2004 alla creazione di opere composite, pannelli, sculture ed installazioni in cui vi è una presenza concomitante di ceramica, legno, ferro, intonaco, pietra, spago, ecc. La ricerca è orientata verso la creazione di nuove forme con valenza decorativa e ambientale, per una specifica collocazione nel contesto architettonico con richiami all’arredamento e al design presenti, pur
partendo dall’utilizzazione di materiali piuttosto grezzi e con riferimenti evidenti alle più antiche civiltà. Vanta esposizioni in tutto il bellunese e trevigiano.

   
« La doratura
di Giuseppe Marchiorello

Via C. Vit. Veneto 21
L’oro è sempre stato simbolo di sfarzo e di prestigio sociale e , per questo, anche nei periodi economicamente più disagiati, rimane presente per distinguere
il potere e la ricchezza di pochi. La consuetudine di dorare arredi e suppellettili vigeva fin dai tempi più remoti, nelle civiltà mediterranee ed in particolare in Egitto. Ai tempi dell’antica Roma documenti di Virtuvio e Plinio riportano la consuetudine di ricoprire l’oggetto con lamine d’oro abbastanza spesse, applicate mediante percussione. Nel Medioevo, la produzione di oggetti dorati è solo appannaggio delle poche classi aristocratiche. Durante la ripresa economica e culturale del Rinascimento anche la ricca borghesia può permettersi di commissionare oggetti dorati. Si va a costituire così una classe di artigiani che si dedicano esclusivamente alla doratura. Giuseppe Marchiorello, intagliatore e doratore, lavora a Rosà soprattutto creando cornici e specchiere interamente
lavorate a mano. Durante la Flesta De Fagiolo illustrerà le tecniche della doratura in tutte le sue parti,partendo dal legno grezzo fino all’applicazione della foglia d’oro.
   
« Coldebella Clelia


Piazza III Novembre 8
Coldebella Clelia è essenzialmente una pittrice autodidatta: la suaformazione è frutto di passione, autocritica ed impegno. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali realizzando anche numerosi murales in provincia di Belluno. La sua pittura predilige una forma artistica aderente a due aspetti della realtà: quella attuale con i suoi paesaggi e quella del passato che evoca aspetti
di vita e tradizioni ormai lontane da noi. Nei suoi lavori predomina la figura umana. I suoi personaggi si muovono in un mondo che non esiste più, ci parlano di un vivere semplice e sereno. La sua tecnica prediletta è l’olio. Le sue opere nascono da una pennellata corposa che tende a costruire il volume delle figure accentuandone il senso plastico con decisi chiaroscuri. Le pennellate larghe e
pastose sottolineano con forza espressiva i volti, le pieghe dei tessuti, le mani nodose di contadine al lavoro; ne risulta una pittura vigorosa dalle tonalità squillanti
   
« Quartiere Duomo Feltre

Via Resenterra - Punto Europa

Il gruppo tamburini e sbandieratori, fonda le sue radici nel lontano 1980 quando alcuni giovani ed affezionati contradaioli decidono di accompagnare e sostenere il Quartiere Duomo con il suono di potenti napoleonici e sventolando colorate bandiere. Durante le prime edizioni del Palio di Feltre la contrada del Duomo è seguita, infatti, da giovani tamburini e sbandieratori che arricchiscono lo spettacolo della rievocazione storica Feltrina. Nel 1983 il Quartiere Duomo vince il suo primo Palio e il gruppo di tamburini e sbandieratori sceglie di staccarsi e di fondare il Gruppo Sbandieratori Città di Feltre. Lo scopo di questi ultimi è di promuovere la storica manifestazione Feltrina in tutta Italia e all’estero. Nasce però in seguito un nuovo gruppo che segue il quartiere composto da tamburini, sbandieratori e, in seguito, dalle chiarine. Durante la Festa del Fagiolo il quartiere allestisce una piccola mostra con fotografie, costumi, bandiere e tamburi per far conoscere la propria storia ai visitatori della chermesse lamonese. Saranno inoltre messi in
vendita prodotti tipici del quartiere come bandiere, ferri di cavallo, oggetti in ceramica e il famoso rosolio.

 


« GLI SPETTACOLI
-sono descritti solamente i principali spettacoli che si svolgeranno
in Piazza III Novembre-

« Gruppo folk e minifolk "L'union dei Ladins de Selva"

piazza III novembre
sabato 19
ore 17.30

Il gruppo folk de l’Union dei Ladin de Selva nasce nella primavera del 1994 con lo scopo di riscoprire le antiche danze e mestieri caratteristici. Questo gruppo, tramite i suoi spettacoli, dà al suo pubblico l’opportunità di tornare per un attimo indietro nel tempo per osservare da vicino quella che era la vita dei nonni, arricchita con allegri balli, variopinti costumi, e con l’introduzione di antichi attrezzi tipici
della zona. Nell’autunno del 1997 si va a formare anche il mini folk, composto dai più giovani del paese che, con la loro spensieratezza e immancabile allegria, si occupano di animare, e rendere ancora più interessanti gli spettacoli.

   
«I Barbapedana
piazza III novembre
sabato 19
ore 21.30

Il gruppo musicale “Barbapedana” è attivo dal 1978 ed è quindi presente sulla scena musical/ teatrale italiana e non solo da oltre 30 anni. Ha all’attivo 6 cd, due dei quali contengono le prestigiose presentazioni dell’attore Marco Paolini e dell’ex presidente delle Comunità Ebraiche italiane Amos Luzzatto; ha prodotto numerosi spettacoli, anche in collaborazione con attori di teatro e di cabaret, con gruppi di danze popolari e con autori di multivisione.
Ha tenuto concerti e tournèe in Messico, Isole di Capo Verde, Tunisia, Portogallo, Spagna, Grecia, Romania, Belgio, Olanda, Svizzera. Si è esibito inoltre nei più importanti festivals di musica acustica ed etnica italiani tra i quali Folkest, Folkermesse, Ancona Klezmer Festival, Biennale di Venezia, Festa Nazionale di Legambiente, Festival della Mitteleuropa, Ittiritmi, Civitella Alfedena Folk Festival ed in molte altre manifestazioni e feste multiculturali. A Lamon il gruppo presenterà lo spettacolo “Musiche dal mondo”. Un repertorio ampio e
variegato, sulla base di musiche e canzoni popolari provenienti da Italia, Grecia, Europa dell’Est, Scandinavia, Armenia, Messico, Spagna, Stati Uniti… Uno spettacolo che si arricchisce di giorno in giorno di nuove sonorità/voci/lingue e che
ha riscosso il successo del Parlamento Europeo nel Novembre 2008…
Il gruppo è composto da: Francesco Bernardi (violino, mandòla, tambùra, voce), Pia Coppe (voce), Mauro Gatto (batteria, derbuka, chitarra, anfora), Adolfo Silvestri (basso elettrico), Renato Tapino(clarinetto, sax soprano, flauti, gajda, mandolino, voce) e Christian Tonello (fisarmonica, voci ritmiche)

   

« Rievocazione dell'arrivo del fagiolo a Lamon con
la partecipazione del corteo storico Quartiere Duomo di Feltre
piazza III novembre
domenica 20 ore 11.00

Se le origini del Fagiolo di Lamon si ammantano di leggenda, ecco allora che nasce una rievocazione storica che della leggenda ha tutto il sapore. La consegna dei primi fagioli, frutti preziosi delle “Terre di Amegiro”, ai lamonesi è ricostruita con le suggestioni del rinascimento, l’alba dell’età moderna. Il corteo tra sfarzi antichi
dal sapore medievale, cercherà di narrare come poteva essere avvenuta la consegna del Fagiolo portato da Piero Valeriano agli antichi abitanti dell’altopiano. Tamburi e bandiere, nobili e popolani, con la partecipazione del quartiere Duomo di Feltre, per portare in trionfo il Principe dell’altopiano: sua maestà il Fagiolo, divenuto con il passare del tempo, risorsa fondamentale per l’economia del paese.

   

« Gruppo folh "drio le peche"
piazza III Novembre
domenica 20 ore 14.30

Il gruppo, composto da una trentina di persone, ripropone con costumi e attrezzi originali gli antichi mestieri lamonesi (pastór, cròmer, cóntha, moléta...) e momenti di vita quotidiana di un tempo, in particolare del periodo dai primi del ‘90 sino al secondo conflitto mondiale. Ha avuto la possibilità di partecipare a diverse manifestazioni sia in Provincia di Belluno che in quella di Trento
(Palio di Feltre, Palio del Tesino, Festa del Dorc e del Vin di Siror, fiere agricole di Longarone) ed è intervenuto alla trasmissione televisiva “Mondo agricolo” diffusa da varie emittenti del Triveneto

   
« Banda cittadina di Arsiè
piazza III Novembre
domenica 20 ore 15.45

Dal 2000 la banda è diretta dal maestro Ivan Villanova e attualmente è
composta da 55 musicisti. La continua crescita del gruppo ha avuto un importante riconoscimento nel 2004 al Concorso Nazionale di Bertiolo (UD): primi classificati
nella categoria Assegnazione. Successivamente è giunto l’invito alla
Rassegna Internazionale di Cortina d’Ampezzo, e ad altre significative rassegne bandistiche del Triveneto. Nel 2006, sempre a Bertiolo, risulta la prima tra le bande venete concorrenti in Terza Categoria. Tra le collaborazioni passate vanno citate quelle con Reinhold Messner per l’inaugurazione del Museo delle Nuvole di Cibiana (BL) e con Maria Giovanna Elmi per una giornata di solidarietà a Tarvisio (UD). Nel 2008 la banda è stata invitata al “Teatro de La Sena” di Feltre ed al Teatro Comunale di Belluno, per il concerto
d’apertura della Stagione 2008/09

   
« Disequilibri musicali
piazza III Novembre
domenica 20 ore 17.15
E’ dall´unione della creatività di due giovani artisti (Mario Levis e Gianluca Marra) che nasce la poesia dello spettacolo Disequilibri Musicali: melange in chiave clownesca di arti circensi e musica dal vivo.
Un musicista perfezionista (Ludwig, il bianco) per accingersi a suonare il violino chiama in aiuto il suo maldestro assistente (Lebuwsky, l´augusto). Semplici azioni si trasformano originalmente, in modo naturale e senza forzature, in un crescente susseguirsi di gags ed equivoci che sfociano in passing di clave, suonate di violino su alti monocicli, leggii in equilibrio e finale con passing di torce a due metri di altezza che delira in una canzone conclusiva con violino e tamburello creando situazioni ed immagini comico-poetiche che giocano sullo spiazzamento dello spettatore. All´interno dello spettacolo si potrà individuare il talento dei due artisti nell´uso delle tecniche circensi (giocoleria, equilibrismo, acrobatica), nell´utilizzo di strumenti musicali e nella recitazione con tecniche di teatro fisico e clownesco
   
« I CONVEGNI
   


«Fare ed essere cooperativa "tra coltura e cultura"
a cura Cassa Rurale Castello Tesino
venerd' 18 ore 20.45 teatro Don Bosco


Interverranno:
Dott. Marco Boscarato “Il Fagiolo nei Trattati di
Gastronomia Italiana tra il Cinquecento e Settecento“
Dott. Dario Pallaoro già assessore e Direttore Settore
Agricoltura della Provincia di Trento.

Marco Boscarato presenta la propria tesi di laurea presentata all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il lavoro di Marco intende raccontare la storia del legume detto “fagiolo” in Italia nell’epoca moderna, attraverso una analisi dei testi antichi e contemporanei sull’argomento, con una particolare attenzione rivolta ai ricettari che lo interpretano per l’uso alimentare.
Dario Pallaoro entrerà nel tema specifico del convegno “Fare ed essere Cooperativa” avendo lui una notevole esperienza del settore primario e segnatamente nel campo della cooperazione in agricoltura. Sarà chiesto a lui consigliare i percorsi che portano alla creazione e gestione di una cooperativa.


« inizio