| Eventi -mostre,spettacoli e convegni- |
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Lamon incontra l'arte del bonsai |
Il Club nasce nellautunno del 1989 dallunione di una decina
di persone accumulate dallo stesso interesse di scambio di idee ed esperienze
per crescere nella conoscenza dellarte bonsai. Altri appassionati
si sono poi aggregati, tanto che il club ha raggiunto il numero massimo
di 40 soci. Attualmente conta circa 30 iscritti. |
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Di legno e di colore |
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Ritratti lamonesi |
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| Un'indagine archeologica sistematica,
iniziata nel 2000 e condotta negli anni 2001 , 2003 e 2005 a S.Donato
di Lamon, in località Piasentot, ha confermato l'esistenza in questo
sito di una necropoli romana di grandissimo interesse. La zona, nel contesto storico dell'epoca a cui apparteneva la necropoli, rientrava nell'ambito del municipium di Feltria, la cui giurisdizione amministrativa si estendeva fino a comprendere quasi tutta la Valsugana. Un percorso stradale - attestato dall''Itinerarium Antonini del III secolo d.C, - collegava l'antica Feltria con l'alta Valsugana e quindi con Tridentum: vi sono buoni motivi per ritenere che tale percorso (tralasciando il problema dell'eventuale identificazione dello stesso con il problematico tracciato della via Claudia Augusta) attraversasse questo territorio per raggiungere Ausugum (Borgo Valsugana), e che quindi l'abitato romano che doveva sorgere a S.Donato (al quale apparteneva la necropoli in questione) fosse un piccolo centro lungo tale via. . Lo scavo finora condotto - con finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona, della Regione del Veneto e del Comune di Lamon - ha complessivamente messo in luce quasi una settantina di sepolture di individui maschili e femminili, adulti e di età giovanile e infantile. Del tutto eccezionale è stato inoltre il rinvenimento nel 2001 della sepoltura rituale di un animale, un bue di circa due anni di età, collocato nell'ambito della necropoli nel pieno rispetto delle tombe circostanti. Le sepolture sono tutte a inumazione, in piena terra, orientate ovest-est e provviste di corredo. costituito da oggetti di abbigliamento, di ornamento e d'uso, e quasi sempre anche da una o più monete. Di grande interesse sono sia le modalità di sepoltura, in piccole fosse delle dimensioni di poco superiori al metro, sia le caratteristiche dei manufatti di corredo (fra i quali, con una sola eccezione, mancano elementi di ceramica-, mentre soprattutto nelle tombe femminili gli oggetti di ornamento in bronzo, argento e vetro sono numerosi e indiziali di una certa agiatezza nello status medio della popolazione), sia infine i caratteri antropologici, che rivelano la presenza di individui di notevole robustezza, I materiali di corredo delle sepolture messe in luce nel corso delle indagini condotte negli anni 2000 , 2001 e 2003 sono stati completamente restaurati nel Laboratorio di restauro della Soprintendenza per i Beni Archeologici. Inoltre con un finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali si è proceduto alla schedatura scientifica dei singoli oggetti. La Soprintendenza ha inoltre fatto inserire l'analisi degli elementi di collana in vetro e foglia d'oro, rinvenuti in alcune sepolture femminili della necropoli, nell'ambito di un Progetto Finalizzato Beni Culturali (Oreficerie antiche - Tecniche di lavorazione e provenienza dei metalli e pietre preziose), condotto dal Centro di Studio per la Termodinamica Chimica alle Alte Temperature del CNR in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Roma,, Lo studio dei reperti numismatici è stato affidato al dott. Bruno Callegher, conservatore del Museo Bottacin di Padova. La schedatura antropologica è già stata realizzata a cura del prof. Andrea Drusini e del dott. Nicola Carrara dell'Università di Padova e del dott, Alessandro Canci dell'Università di Pisa. Da parte sua il Comune di Lamon ha affidato al paleontologo dott. Paolo Reggiani l'incarico per lo studio e il restauro dei resti osteologici del bue rinvenuto nel 2001. Sempre per incarico del Comune un laboratorio specializzato ha effettuato le analisi delle tracce di materiali organici residui''(resti di legno, di cuoio, forse di tessuti e di semi) individuate nel corso del restauro su alcuni dei manufatti dei corredi e nei campioni di terreno raccolti dal contesto delle sepolture. La finalità scientifica di tutti questi lavori è quella di contestualizzare per quanto possibile la necropoli, recuperando tutte le informazioni utili alla ricostruzione delle modalità di vita, della tipologia delle risorse, delle relazioni economiche e dell'ambiente in cui, grosso modo tra il I e la fine del III-inizi del IV secolo d.C-, il piccolo nucleo sociale di S.Donato visse la sua storia. La mostra è situata in locali di proprietà del Comune in via Resenterra, sopra la sede della Pro Loco. . Vi trovano collocazione gli oggetti dei corredi più significativi, o comunque maggiormente esemplificativi.( 150 pezzi ). In un locale a sé stante è stata collocata la sepoltura del bue, in una ricostruzione che ha realizzato il riassemblaggio in connessione anatomica, come nella situazione di rinvenimento, dei singoli reperti osteologici restaurati. All'interno della mostra si può ammirare il calco di una sepoltura,realizzata dal dott. Paolo Reggiani, a dimostrazione della particolare modalità di inumazione in uso nella necropoli. |
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| Mattia Trotta, nato a
Savona il 24 gennaio 1980, artista scultore. La ricerca dellessenzialità,
immagini dellanima catturate attraverso un opera figurativa,
che pone le proprie radici nellonirico e nel subconscio, dimensioni
necessarie affinché interlocutore possa usufruirne. La ricerca
come nel classico della perfezione anatomica, sposa lespressionismo
che coniuga la poesia delle forme con la tensione emotiva delle superfici.
Un opera moderna che lunge dallessere prodotto seriale come spesso
richiesto dal mercato, ma esige lunghi periodi di realizzazione, ed una
profonda e reale intimità con i temi affrontati. Il gesto dellartista
impresso nel materiale scandisce la frequenza di vibrazioni risonanti
con lanima. nel filo di ferro vedo il perfetto conduttore della mia creatività atta a soddisfare esigenze comunicative, provocare emozioni dirette e proclamare tra le righe il pensiero. Locchio è rapito dal tratto, che raramente è presente in scultura, segno palpabile, nervoso e convulso che da ritmo e velocità ai volumi in cui è racchiuso. È il caos domato, la frenesia della società moderna, il brusio di fondo della vita interiore, la continua lotta tra il bene e il male, luci ed ombre imbrigliate e convertite in opere che evocano lo stato dellessere, alle volte creando archetipi a cui far riferimento per riemergere dagli abissi della condizione umana. Ad ogni linea viene data ragion desistere, lopera è solida ma il vento le passa attraverso e laria entra a far parte del volume legandola allambiente. |
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| La passione per le cose
di un tempo fatte a mano usando telai manuali e linsegnamento delle
monache del Monastero di Vallechiara, nel Lazio, a portato la nostra famiglia
a misurarsi nella tessitura artigianale. Gli strumenti utilizzati sono
stati acquistati in Finlandia e in Nuova Zelanda mentre i filati impiegati
sono tutti di origine naturale e vengono mischiati in modo da ottenere effetti e colori che rendano il lavoro armonioso. Produciamo soprattutto sciarpe e scialli, poiché la tessitura manuale ben si presta a dare morbidezza , colore ed avvolgenza a questi accessori, ora molto di moda. Ma dal telaio, in realtà, possono nascere anche molti altri tipi di tessuto, da utilizzare in casa o per labbigliamento. Poiché riteniamo che la ripresa delle arti manuali sia di fondamentale importanza per non disperdere la nostra cultura, proponiamo anche corsi per privati nella scuole, con lobiettivo di diffondere questa attività artigianale, che tanto si avvicina allarte. |
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| Bee William, in atre Gu,
nasce a Lamon nel 1975 dove tuttoggi vive e lavora. Pittore e scultore,
coltiva la sua passione fin da ragazzo, cominciando come autodidatta a
scolpire i ceppi tra i boschi. Trova però presto la sua massima
espressione tra le pietre della Val Cismon, con le quali inizia a realizzare
opere di grande valore espressivo ed affettivo. Più che la pittura,
William predilige la scultura, sperimentando un po tutti i materiali, legno, marmo ma soprattutto pietra. Viene notato dal critico Andrea Dipréche , nel quale suscita interesse ed emozioni. Questi decide di pubblicare lartista su riviste come Arte Mondadori e di trasmettere dei servizi televisivi su alcuni canali Sky. |
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| Nato a Gais (Svizzera)
il 17/2/1962. Inizia a dipingere nel 1976 a 14 anni eseguendo, per diverso
tempo, dipinti naifs ad olio e acrilico prevalentemente su tela. Successivamente, dopo un periodo di sperimentazione, nel 1988 realizza una serie di collage e acrilici su carta, caratterizzati da una colorazione sostanzialmente monocroma (bianco, nero, grigi-azzurri) e da un procedere creativo magico- rituale. Nel 1989 esegue varie sculture-installazioni a parete utilizzando i più svariati materiali, spesso trovati casualmente e istintivamente assemblati al fine di dar voce al proprio inconscio più profondo. Tra i materiali impiegati troviamo legno, ferro, cartone, stoffa, poliuretano espanso, corda, gomma, colla, resina, catrame, colore acrilico e vari oggetti duso comune.Dal 1990 al 1993 realizza una serie di pannelli intitolata Antigravitazionale. Su svariati supporti lignei emergono volumi realizzati principalmente con schiuma poliuretanica scolpita e ricoperta con gesso, vetroresina, collanti, catrame, ecc. Sono elementi sospesi tra astrazione e simbolismo, insoluti, tesi principalmente a rappresentare lanima nonché le più diverse emozioni. Un sottile segno bianco delimita forme e spazi interamente neri, con la sola alternanza tra superfici lucide ed opache. Nel 1996 savvicina alla ceramica approfondendo in particolare la tecnica raku, con la quale realizza piastre e pannelli a testimonianza dantichi codici e mappe cosmiche universali. Dal 2000 prende corpo un percorso che lo porta progressivamente ad utilizzare vari materiali in abbinamento alla ceramica; sempre più legno, ma anche ferro e poi intonaco, fino ad arrivare nel 2004 alla creazione di opere composite, pannelli, sculture ed installazioni in cui vi è una presenza concomitante di ceramica, legno, ferro, intonaco, pietra, spago, ecc. La ricerca è orientata verso la creazione di nuove forme con valenza decorativa e ambientale, per una specifica collocazione nel contesto architettonico con richiami allarredamento e al design presenti, pur partendo dallutilizzazione di materiali piuttosto grezzi e con riferimenti evidenti alle più antiche civiltà. Vanta esposizioni in tutto il bellunese e trevigiano. |
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| Loro è sempre
stato simbolo di sfarzo e di prestigio sociale e , per questo, anche nei
periodi economicamente più disagiati, rimane presente per distinguere il potere e la ricchezza di pochi. La consuetudine di dorare arredi e suppellettili vigeva fin dai tempi più remoti, nelle civiltà mediterranee ed in particolare in Egitto. Ai tempi dellantica Roma documenti di Virtuvio e Plinio riportano la consuetudine di ricoprire loggetto con lamine doro abbastanza spesse, applicate mediante percussione. Nel Medioevo, la produzione di oggetti dorati è solo appannaggio delle poche classi aristocratiche. Durante la ripresa economica e culturale del Rinascimento anche la ricca borghesia può permettersi di commissionare oggetti dorati. Si va a costituire così una classe di artigiani che si dedicano esclusivamente alla doratura. Giuseppe Marchiorello, intagliatore e doratore, lavora a Rosà soprattutto creando cornici e specchiere interamente lavorate a mano. Durante la Flesta De Fagiolo illustrerà le tecniche della doratura in tutte le sue parti,partendo dal legno grezzo fino allapplicazione della foglia doro. |
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| Coldebella Clelia è essenzialmente
una pittrice autodidatta: la suaformazione è frutto di passione,
autocritica ed impegno. Ha partecipato a numerose mostre collettive e
personali realizzando anche numerosi murales in provincia di Belluno.
La sua pittura predilige una forma artistica aderente a due aspetti della
realtà: quella attuale con i suoi paesaggi e quella del passato
che evoca aspetti di vita e tradizioni ormai lontane da noi. Nei suoi lavori predomina la figura umana. I suoi personaggi si muovono in un mondo che non esiste più, ci parlano di un vivere semplice e sereno. La sua tecnica prediletta è lolio. Le sue opere nascono da una pennellata corposa che tende a costruire il volume delle figure accentuandone il senso plastico con decisi chiaroscuri. Le pennellate larghe e pastose sottolineano con forza espressiva i volti, le pieghe dei tessuti, le mani nodose di contadine al lavoro; ne risulta una pittura vigorosa dalle tonalità squillanti |
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Il gruppo tamburini e sbandieratori, fonda le sue radici nel lontano
1980 quando alcuni giovani ed affezionati contradaioli decidono di accompagnare
e sostenere il Quartiere Duomo con il suono di potenti napoleonici e
sventolando colorate bandiere. Durante le prime edizioni del Palio di
Feltre la contrada del Duomo è seguita, infatti, da giovani tamburini
e sbandieratori che arricchiscono lo spettacolo della rievocazione storica
Feltrina. Nel 1983 il Quartiere Duomo vince il suo primo Palio e il
gruppo di tamburini e sbandieratori sceglie di staccarsi e di fondare
il Gruppo Sbandieratori Città di Feltre. Lo scopo di questi ultimi
è di promuovere la storica manifestazione Feltrina in tutta Italia
e allestero. Nasce però in seguito un nuovo gruppo che
segue il quartiere composto da tamburini, sbandieratori e, in seguito,
dalle chiarine. Durante la Festa del Fagiolo il quartiere allestisce
una piccola mostra con fotografie, costumi, bandiere e tamburi per far
conoscere la propria storia ai visitatori della chermesse lamonese.
Saranno inoltre messi in |
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Gruppo folk e minifolk "L'union dei Ladins de Selva" |
Il gruppo folk de lUnion dei Ladin de Selva nasce nella primavera
del 1994 con lo scopo di riscoprire le antiche danze e mestieri caratteristici.
Questo gruppo, tramite i suoi spettacoli, dà al suo pubblico
lopportunità di tornare per un attimo indietro nel tempo
per osservare da vicino quella che era la vita dei nonni, arricchita
con allegri balli, variopinti costumi, e con lintroduzione di
antichi attrezzi tipici |
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Il gruppo musicale Barbapedana è attivo dal 1978
ed è quindi presente sulla scena musical/ teatrale italiana e
non solo da oltre 30 anni. Ha allattivo 6 cd, due dei quali contengono
le prestigiose presentazioni dellattore Marco Paolini e dellex
presidente delle Comunità Ebraiche italiane Amos Luzzatto; ha
prodotto numerosi spettacoli, anche in collaborazione con attori di
teatro e di cabaret, con gruppi di danze popolari e con autori di multivisione. |
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Rievocazione dell'arrivo del fagiolo a Lamon con |
Se le origini del Fagiolo di Lamon si ammantano di leggenda, ecco allora
che nasce una rievocazione storica che della leggenda ha tutto il sapore.
La consegna dei primi fagioli, frutti preziosi delle Terre di
Amegiro, ai lamonesi è ricostruita con le suggestioni del
rinascimento, lalba delletà moderna. Il corteo tra
sfarzi antichi |
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Gruppo folh "drio le peche" |
Il gruppo, composto da una trentina di persone, ripropone con costumi
e attrezzi originali gli antichi mestieri lamonesi (pastór, cròmer,
cóntha, moléta...) e momenti di vita quotidiana di un
tempo, in particolare del periodo dai primi del 90 sino al secondo
conflitto mondiale. Ha avuto la possibilità di partecipare a
diverse manifestazioni sia in Provincia di Belluno che in quella di
Trento |
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Dal 2000 la banda è diretta dal maestro Ivan Villanova e attualmente
è |
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| E dall´unione
della creatività di due giovani artisti (Mario Levis e Gianluca
Marra) che nasce la poesia dello spettacolo Disequilibri Musicali: melange
in chiave clownesca di arti circensi e musica dal vivo. Un musicista perfezionista (Ludwig, il bianco) per accingersi a suonare il violino chiama in aiuto il suo maldestro assistente (Lebuwsky, l´augusto). Semplici azioni si trasformano originalmente, in modo naturale e senza forzature, in un crescente susseguirsi di gags ed equivoci che sfociano in passing di clave, suonate di violino su alti monocicli, leggii in equilibrio e finale con passing di torce a due metri di altezza che delira in una canzone conclusiva con violino e tamburello creando situazioni ed immagini comico-poetiche che giocano sullo spiazzamento dello spettatore. All´interno dello spettacolo si potrà individuare il talento dei due artisti nell´uso delle tecniche circensi (giocoleria, equilibrismo, acrobatica), nell´utilizzo di strumenti musicali e nella recitazione con tecniche di teatro fisico e clownesco |
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Marco Boscarato presenta la propria tesi di laurea presentata allUniversità
Ca Foscari di Venezia. Il lavoro di Marco intende raccontare la
storia del legume detto fagiolo in Italia nellepoca
moderna, attraverso una analisi dei testi antichi e contemporanei sullargomento,
con una particolare attenzione rivolta ai ricettari che lo interpretano
per luso alimentare. |